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Storia

Nove giorni a Gerusalemme prima dell'ordinazione

Un diacono dell'Arcidiocesi Reggio Calabria-Bova racconta l'esperienza vissuta con il suo gruppo a Casa Kerigma nei giorni che hanno preceduto l'ordinazione presbiterale.

Diacono · Gerusalemme · 15 marzo 2026 · Un diacono dell'Arcidiocesi Reggio Calabria-Bova
Pellegrinaggio Formazione presbiterale Vita comunitaria Terra Santa

Casa Kerigma a Gerusalemme è stata, per me e per i diaconi miei compagni di cammino, una sorpresa. Non un albergo, non un convento: una casa, nel senso pieno della parola. Siamo arrivati con i nostri zaini e le nostre attese, a pochi giorni dall’ordinazione presbiterale, cercando un luogo in cui mettere ordine dentro prima di un passaggio così grande.

I nove giorni che abbiamo trascorso lì hanno avuto una forma precisa: la preghiera del mattino, le visite ai luoghi della Scrittura — il Cenacolo, il Getsemani, la Via Dolorosa, il Santo Sepolcro — e poi il ritorno a tavola, la sera, a condividere ciò che ognuno aveva ricevuto durante il giorno. Niente era stato lasciato al caso, ma niente era nemmeno irrigidito in un programma. C’era spazio per il silenzio, per la confessione, per le lunghe chiacchierate sul terrazzo a guardare il tramonto sulle mura della Città Vecchia.

Ho capito, lì, cosa significa “fare comunità intorno alla Parola”. Non è uno slogan. È sedersi attorno a un tavolo con altri uomini che stanno per prendere lo stesso impegno della tua vita, e scoprire che le tue paure sono le loro paure, le tue domande le loro domande. Casa Kerigma ci ha offerto le condizioni perché questo accadesse: una cucina semplice ma curata, camere sobrie, una cappella in cui potevi entrare a qualsiasi ora.

Quando siamo tornati in Calabria per l’ordinazione, eravamo diversi. Non più sereni, forse — la sfida del presbiterato resta intera — ma più consapevoli di non essere soli. Quella casa, in qualche modo, è venuta con noi.

In una delle nostre case

Casa Kerigma - Gerusalemme →

Gerusalemme, Israele

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