La storia di Attendiamoci nasce da un sogno condiviso: cambiare il mondo.
E per cambiare il mondo bisogna anzitutto posare lo sguardo sulla propria realtà, scegliendo di abitarla e trasformarla in positivo.
Attendiamoci è un'Organizzazione di Volontariato nata come ONLUS a Reggio Calabria il 27 settembre 2001 dall'entusiasmo di un prete, Don Valerio Chiovaro, e di quattro studenti universitari – Giovanni Mazza, Domenico Paino, Alfredo Pudano e Giuseppe Falcone – uniti dalla bellezza di un'amicizia vera e dal desiderio di contagiare al bene.
Quella di Attendiamoci è stata, fin dall'inizio, una scelta precisa: interessarsi ai giovani "normali", nella consapevolezza che nessun giovane sia davvero normale, ma unico, e che ciascuno possa orientarsi al bene se, nel cammino della crescita, incontra persone capaci di accompagnarlo.
Professionalità, familiarità, accoglienza, servizio e gratuità sono i tratti che hanno guidato questo percorso e che hanno permesso ad Attendiamoci di crescere nel tempo, radicandosi a Reggio Calabria e aprendosi progressivamente a nuove presenze e progettualità in Italia e all'estero.
Scopri i passaggi principali della nostra storia.
Le tappe, anno per anno
2026
VERSO I 25 ANNI
Anno in corso. Attendiamoci si avvicina al venticinquesimo anniversario continuando a investire sulle case educative, sulla formazione dei giovani e sull'estensione delle collaborazioni nazionali e internazionali.
Sul fronte digitale, l'Associazione completa il rinnovo del proprio sito istituzionale e dei sistemi di gestione interni: una nuova area riservata permette di gestire contenuti, eventi, prenotazioni, donazioni e tassonomie del sito direttamente dal pannello admin.
2025
Il 2025 rappresenta per Attendiamoci un ulteriore passaggio di consolidamento sul piano istituzionale, progettuale e organizzativo.
Tra i fatti più significativi dell'anno vi è la vincita del bando "Comandi Enti" promosso dal Ministero dell'Istruzione, che consente all'associazione di accogliere per un anno una figura docente in posizione di distacco, rafforzando così la propria capacità educativa e progettuale.
Il 2025 è segnato anche da un nuovo avvicendamento alla presidenza: Demetrio Maltese torna a ricoprire il ruolo di Presidente, mentre Alfredo Pudano continua il proprio servizio all'interno del Consiglio Direttivo con funzione di Vicepresidente.
Sul fronte progettuale, Attendiamoci rafforza le proprie collaborazioni a livello nazionale, in particolare con MODAVI e con l'Agenzia Italiana per la Gioventù, e realizza una serie di percorsi finanziati nell'ambito del PNRR per il contrasto alla dispersione scolastica, in collaborazione con importanti istituti della città di Reggio Calabria.
Un passaggio particolarmente significativo riguarda anche la dimensione internazionale del cammino associativo: nel 2025 viene infatti firmata la convenzione con la Diocesi di Izmir per l'avvio di Casa Efeso, esperienza pensata come luogo di incontro, formazione e fraternità. I primi viaggi e le prime esperienze vissute con i giovani segnano così l'apertura concreta di un nuovo spazio educativo, in continuità con il percorso già avviato a Gerusalemme con Casa Kerigma.
Il 2025 conferma così una traiettoria di crescita in cui l'associazione continua a investire nella qualità delle relazioni educative, nella stabilità organizzativa e nella capacità di costruire reti significative a livello locale, nazionale e internazionale.
2024
UN ANNO DI MATURAZIONE E CRESCITA
Il 2024 segna un punto di svolta nella storia di Attendiamoci. Viene pubblicato il primo Bilancio Sociale, strumento di trasparenza e rendicontazione che documenta l'impatto dell'associazione su circa 700 giovani raggiunti direttamente.
Sul piano internazionale si compie un passaggio particolarmente significativo: viene completata la ristrutturazione di Casa Kerigma a Gerusalemme e viene firmata la convenzione con il Patriarcato Latino. Nello stesso tempo prende forma anche Casa Efeso a Izmir, in Turchia, attraverso viaggi esplorativi e la convenzione con la diocesi locale.
Il 2024 è segnato anche dalla realizzazione di importanti progettualità. Il progetto CHANGE, sostenuto dalla Regione Calabria, coinvolge 200 giovani in esperienze semiresidenziali e laboratori. Il progetto V.I.T.A., promosso con il supporto dell'Agenzia Italiana per la Gioventù, avvia percorsi rivolti a giovani NEET a Reggio Calabria e Milano. Nello stesso anno Attendiamoci partecipa inoltre a tre progetti PNRR finalizzati al contrasto della dispersione scolastica.
Tra i passaggi più rilevanti dell'anno vi è anche la conclusione dell'esperienza della Casa dei Giovani, giunta al termine del mandato con il Comune di Reggio Calabria. La chiusura di questa fase non rappresenta soltanto la fine di una sede storica, ma anche il passaggio verso una nuova stagione di ripensamento e rilancio della presenza educativa dell'associazione.
Nello stesso anno viene inoltre formalizzata l'assunzione a tempo indeterminato di una nuova risorsa lavorativa, con mansioni legate alla gestione delle strutture e al coordinamento del volontariato, a conferma di una crescente attenzione alla stabilità organizzativa.
Nel loro insieme, questi dati restituiscono l'immagine di un'associazione capace di tenere insieme radicamento territoriale, progettazione educativa, dimensione internazionale e solidità organizzativa.
2023
CONSOLIDAMENTO E NUOVE PROGETTUALITÀ
Il 2023 è un anno di consolidamento delle attività e di apertura a nuove progettualità. Prosegue il lavoro nei beni confiscati e negli altri spazi educativi dell'associazione, con il Villaggio dei Giovani, le Officine del Lavoro, il futuro sviluppo del Parco Margariti, Arca, Grotta e La Scala, che continuano a rappresentare luoghi centrali della proposta formativa, comunitaria e residenziale di Attendiamoci.
Si rafforza anche la presenza a Milano, attraverso le attività di Via Massena 4 e la collaborazione con diverse realtà del territorio lombardo. In questo contesto, il Meating si conferma come un format stabile di incontro, confronto e formazione.
Nello stesso anno l'associazione avvia il percorso che porterà alla pubblicazione del primo Bilancio Sociale e intensifica il lavoro di progettazione su bandi regionali e nazionali, ponendo le basi per le importanti iniziative che prenderanno pienamente forma nel 2024.
2021-2022
LA RIPARTENZA E IL RITORNO ALLA COMUNITÀ
Dopo le restrizioni legate alla pandemia, il biennio 2021–2022 segna la piena ripresa delle attività in presenza. Attendiamoci rilancia con slancio i cammini formativi, le esperienze residenziali e la vita comunitaria, ritrovando nella prossimità e nella condivisione una dimensione essenziale della propria proposta educativa.
Nello stesso periodo si consolida anche l'assetto organizzativo dell'associazione, con il passaggio alla qualifica di ODV ETS (Organizzazione di Volontariato – Ente del Terzo Settore), nel quadro della riforma nazionale del Terzo Settore.
Il biennio è segnato anche da un'importante opportunità progettuale: prende avvio SCEGLI, progetto biennale sostenuto nell'ambito del bando "Educare Insieme" della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche della Famiglia. Per Attendiamoci rappresenta un passaggio significativo, perché consente di rafforzare la propria presenza educativa e di sviluppare nuove azioni rivolte ai giovani dentro una cornice progettuale nazionale di particolare rilievo.
Tra le esperienze che si consolidano in questi anni vi è anche il Bet Midrash, pensato come spazio di residenzialità e vita comunitaria per giovani. Nello stesso periodo il Creative Lab si struttura sempre più come laboratorio stabile dell'associazione, coinvolgendo giovani in percorsi di produzione artigianale, creatività e partecipazione attiva.
Il 2022 segna inoltre l'avvio di un passaggio particolarmente significativo nel percorso di Attendiamoci: nasce infatti l'esperienza di Casa Kerigma a Gerusalemme, dentro una prospettiva educativa ed ecclesiale di respiro internazionale. Il progetto prende forma grazie alla collaborazione con il Patriarcato Latino di Gerusalemme, con il Dicastero per le Chiese Orientali e con l'Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, configurandosi fin dall'inizio come una delle aperture più significative nella storia dell'associazione.
In questo stesso orizzonte matura anche la donazione di un terreno a Bruzzano, passaggio che contribuirà successivamente alla nascita dell'idea del Parco Margariti, come ulteriore luogo di formazione, relazione e radicamento territoriale.
2019-2020
L'ITALIA S'È DESTA, IL NUOVO PRESIDENTE E L'INTRODUZIONE DELL'ASSISTENTE SPIRITUALE
E' l'anno in cui prende avvio il percorso di attuazione della riforma nazionale del Terzo Settore. Anche Attendiamoci si adegua progressivamente al nuovo quadro normativo, assumendo la qualifica di Organizzazione di Volontariato e preparandosi, con l'istituzione del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, al successivo approdo come ETS.
Nello stesso periodo prende forma il progetto "L'Italia s'è desta", attraverso il quale si amplia ulteriormente la rete dei beni confiscati e, con essa, l'operatività dell'associazione a livello nazionale. Dopo un lungo iter viene infatti assegnato La Scala, un immobile situato nel Comune di Radda in Chianti, destinato alla realizzazione di un progetto di formazione residenziale e di integrazione con il territorio.
Il 2020 è segnato anche dalla pandemia, che costringe a ripensare modalità e strumenti dell'azione educativa. Le attività però non si interrompono: vengono rapidamente ripensate in forma digitale e nasce "In diretta con", format di incontri online che consente all'associazione di mantenere vivo il legame con i giovani e con la propria comunità.
Un altro passaggio particolarmente significativo si compie il 22 agosto 2020, quando l'Assemblea dei Soci prende atto delle dimissioni di don Valerio Chiovaro dalla carica di Presidente. Il Consiglio Direttivo coopta al suo posto Demetrio Maltese, già socio di Attendiamoci dal 2008 e allora trentenne ricercatore universitario, e l'Assemblea lo nomina nuovo Presidente dell'associazione.
D'intesa con il nuovo Presidente e con il Consiglio Direttivo, viene inoltre istituita la figura dell'Assistente Spirituale e, con il consenso dell'Assemblea dei soci, don Valerio Chiovaro viene nominato primo Assistente Spirituale di Attendiamoci.
Nello stesso anno riprendono anche le attività della casa editrice Edizioni Attendiamoci e viene lanciata la campagna di donazioni ricorrenti "Ci Permetti Di", segno della volontà di rafforzare anche gli strumenti di sostenibilità e coinvolgimento della comunità.
2018
IN OFFICINA
Prende forma in modo sempre più concreto il sogno di un luogo in cui poter sperimentare, condividere idee e sviluppare progetti: sono le Officine del Lavoro, ormai pienamente avviate grazie all'impegno e all'opera di tanti volontari.
In questo contesto vengono attivati i primi laboratori di falegnameria e le prime sperimentazioni alimentari, che rendono le Officine uno spazio stabile di apprendimento, creatività e accompagnamento.
Un ulteriore sviluppo arriva grazie a Officine24, un bene confiscato affidato in gestione dal Comune di Motta San Giovanni e situato nello stesso complesso, che consente di ampliare il servizio e di dotare la struttura anche di 4 posti letto.
Nel frattempo continuano a crescere i soci e si consolidano ulteriormente sia le attività formative sia il laboratorio teatrale, ormai divenuti elementi stabili della proposta educativa dell'associazione.
Nello stesso periodo viene inoltre rinnovata per un ulteriore triennio la convenzione con la Città Metropolitana di Milano per la gestione di Via Massena 4, a conferma della continuità e della solidità del lavoro avviato anche nel capoluogo lombardo.
2017
TEMPO PER TE
In questi anni si intensificano le attività nelle sedi nazionali di Milano, Roma e, in modo particolare, Pavia, dove prendono avvio le prime collaborazioni con alcuni tra i più importanti collegi universitari.
Forte dell'esperienza maturata nella gestione dei beni confiscati, Attendiamoci partecipa inoltre a un bando del Comune di Santo Stefano in Aspromonte (RC) per la realizzazione del progetto "Tempo per Te".
Attraverso questo percorso vengono concessi all'associazione due immobili, destinati a ospitare esperienze residenziali di formazione olistica rivolte a giovani, famiglie e gruppi: Arca e Grotta.
2016
I 15 ANNI, IL NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO
In occasione dei 15 anni di attività, Attendiamoci promuove una serie di iniziative pubbliche, tra cui due conferenze e una mostra fotografica dal titolo "E cominciarono a fare festa": un percorso fatto di volti, storie, domande, risposte e proposte, nato dall'osservazione e dall'ascolto della condizione giovanile della città nel corso degli anni.
È una fase importante e delicata della storia associativa. Attendiamoci è chiamata a rileggere il proprio cammino per continuare a rispondere con efficacia alle nuove sfide educative. I soci sono cresciuti, arrivando a circa 50, le attività si sono ampliate e anche il contesto giovanile richiede linguaggi, stimoli e forme di coinvolgimento sempre nuovi.
In questo quadro si colloca un passaggio particolarmente significativo: il 12 settembre 2016 l'Assemblea dei soci rinnova il Consiglio Direttivo, modificandone la composizione dopo quindici anni. Il nuovo Consiglio è formato da quattro giovani soci – Maria Rosaria Araniti, Domenico Chirico, Felice Chirico e Debora Polimeni – mentre viene confermata e rinnovata la carica di Presidente a don Valerio Chiovaro.
Il rinnovo del Consiglio Direttivo conferma così la volontà dell'associazione di continuare a crescere senza smarrire la propria intuizione originaria**: educare i giovani anche attraverso il protagonismo dei giovani stessi.**
2015
IL PONTE SULLO STRETTO: MILANO-REGGIO CALABRIA
Nel 2015 la Città Metropolitana di Milano, su indicazione della Prefettura di Milano, pubblica un bando per l'assegnazione in gestione di un bene confiscato situato nel centro della città. Attendiamoci, forte dell'esperienza maturata negli anni precedenti, elabora il progetto "Il ponte sullo stretto: Milano – Reggio Calabria", pensato per promuovere azioni sociali ed educative rivolte in particolare agli studenti universitari provenienti da territori ad alta densità mafiosa.
L'associazione si aggiudica il bando e nasce così Via Massena 4, nuova presenza di Attendiamoci a Milano e luogo di attuazione del progetto all'interno del bene confiscato situato nell'omonima via.
Il 2015 segna anche un passaggio importante sul piano organizzativo. Vengono infatti attivati i primi contratti a tempo indeterminato, con tre figure chiamate a rendere più stabili ed efficienti i processi legati alla segreteria, alla progettazione e alla manutenzione delle strutture. È un segnale concreto di crescita, che rafforza la capacità operativa dell'associazione.
Nello stesso periodo Attendiamoci ottiene anche un ulteriore risultato significativo: dopo diversi tentativi, vince il primo bando nazionale promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù. Per due anni l'associazione realizza attività laboratoriali finalizzate allo sviluppo di prototipi brevettabili nei campi della falegnameria, dell'elettronica, della moda e della produzione alimentare.
Accanto alle tradizionali attività formative e laboratoriali, prende forma anche una nuova intuizione educativa: integrare sport e teatro come strumenti di aggregazione, espressione e crescita comunitaria. Nascono così le squadre di calcio a 5, basket e pallavolo, insieme alla compagnia teatrale, pensata come spazio in cui giovani con una forte passione per il teatro possano valorizzare gratuitamente i propri talenti, vivere un'esperienza di comunità ed esibirsi.
2012
"ALLARGA LO SPAZIO DELLA TUA TENDA" (Isaia 54,2)
In questi anni Attendiamoci riceve in dono un immobile a Motta San Giovanni (RC). Si tratta del primo immobile di proprietà dell'associazione: circa 700 mq di spazi seminterrati da riqualificare, che diventano da subito una nuova sfida educativa e organizzativa.
Prendono così avvio gli interventi di ammodernamento e messa in sicurezza necessari alla realizzazione di un centro laboratoriale sperimentale: nascono le Officine del Lavoro, pensate come spazio di formazione, sperimentazione e accompagnamento.
È anche il tempo in cui Attendiamoci comincia a interrogarsi con maggiore attenzione sul fenomeno della migrazione giovanile per motivi di studio e di lavoro, cogliendone le implicazioni educative, relazionali e sociali.
I giovani soci e volontari di Attendiamoci che vivono l'esperienza del "fuori sede", sostenuti dal legame con l'associazione e dal supporto costante della comunità di origine, maturano così l'esigenza di creare in altre città dei nuclei di riferimento capaci di riproporre il modello educativo di Attendiamoci. L'obiettivo è accompagnare i giovani nel delicato passaggio verso il nuovo contesto universitario e cittadino, prevenendo forme di solitudine, disorientamento e abbandono del percorso di studi.
Nascono così i primi percorsi formativi per giovani fuori sede, inizialmente a Milano e successivamente a Pavia, con una particolare attenzione ai ragazzi provenienti dal Sud Italia: accoglierli, accompagnarli e favorirne l'inserimento in un contesto relazionale positivo diventa una nuova frontiera dell'impegno educativo dell'associazione.
2009
GESTIONE BENI CONFISCATI
Fermamente convinta che la residenzialità rappresenti una dimensione decisiva della propria missione educativa, Attendiamoci avvia un lungo percorso per ottenere la disponibilità di un bene confiscato alla criminalità organizzata da destinare a centro residenziale di formazione e aggregazione giovanile.
Si tratta di un passaggio particolarmente complesso, anche perché in quella fase non era ancora operativa l'Agenzia Nazionale per l'amministrazione dei beni confiscati e il quadro procedurale risultava più incerto e frammentato. Gli immobili, inizialmente di proprietà demaniale, vengono successivamente trasferiti al Comune di Reggio Calabria, rendendo necessario un articolato lavoro di ricostruzione amministrativa e di recupero delle pratiche.
In questo contesto, Attendiamoci affronta con determinazione una lunga fase di interlocuzione istituzionale, collaborando anche con la Prefettura di Reggio Calabria per la gestione delle problematiche connesse alla sanatoria dei beni confiscati e alla definizione del percorso amministrativo necessario per la loro effettiva assegnazione.
Al termine di questo cammino, durato circa due anni, i beni vengono assegnati all'associazione tramite delibera di Giunta comunale. È una svolta importante, che segna l'inizio di un percorso virtuoso di riqualificazione e restituzione alla comunità di spazi sottratti alla criminalità organizzata, grazie al coinvolgimento di aziende, volontari giovani e adulti e all'impegno costante dell'associazione.
Nasce così il Villaggio dei Giovani, con l'annessa Bet Midrash: due villette fronte mare, con oltre trenta posti letto, pensate per ospitare esperienze residenziali, percorsi formativi e momenti di vita condivisa. Per Attendiamoci questo rappresenta un passaggio decisivo, perché rende possibile una proposta educativa capace di abitare il tempo lungo della convivenza, della relazione e della formazione condivisa.
2008
SPAZIO, TEMPO, VITA
In questi anni Attendiamoci continua a sviluppare progetti e attività nei luoghi della vita quotidiana, nelle strade, nelle aule e nei contesti ordinari frequentati dai giovani, nella convinzione che proprio dalla realtà concreta di ogni giorno debba partire ogni autentico percorso educativo.
Da questa intuizione nasce l'esperienza del progetto "In-Vita" con il contributo del Comune di Reggio Calabria: per sei mesi, cinquanta volontari animano uno dei luoghi più centrali di Reggio Calabria, incontrando ogni sabato sera altri giovani, proponendo attività, ascoltando domande, bisogni e desideri. È un'esperienza significativa, che consente all'associazione di maturare una conoscenza più diretta e concreta della condizione giovanile del territorio, offrendo elementi preziosi per orientare meglio il proprio servizio educativo.
Su queste basi, Attendiamoci partecipa a un bando del Comune di Reggio Calabria per l'assegnazione di un immobile dove svolgere attività sociali. Il progetto presentato, "Spazio, Tempo, Vita", esprime con chiarezza una visione educativa precisa: offrire ai giovani della città un luogo in cui ogni dimensione della quotidianità, anche la più semplice, possa diventare occasione di crescita.
Nasce così la Casa dei Giovani, centro di aggregazione giovanile nel cuore di Reggio Calabria. Per l'associazione rappresenta un passaggio decisivo: un luogo da costruire insieme, da abitare e rendere vivo, affidandolo alla creatività, all'impegno e al desiderio di tanti giovani di spendersi per gli altri.
2005
LA TENDA SI ALLARGA
Nei primi anni successivi alla fondazione, Attendiamoci vive una fase di progressivo consolidamento. Le prime attività formative generano una partecipazione sempre più stabile e, attorno all'associazione, comincia a raccogliersi un gruppo di giovani progressivamente più coinvolto e disponibile a mettersi a servizio degli altri.
Un passaggio particolarmente significativo arriva nel 2003, con l'ingresso di venti nuovi soci: giovani provenienti dai primi cammini formativi, che scelgono di assumere un ruolo più attivo nella vita associativa. È una svolta importante, perché segna il passaggio da un'esperienza iniziale ancora essenziale a una realtà più strutturata, capace di ampliare attività, servizi e presenza sul territorio.
In questi anni si moltiplicano le iniziative e si rafforzano progressivamente i rapporti con il mondo della scuola, dell'università e delle istituzioni locali, attraverso i primi contatti con l'Amministrazione Comunale, Provinciale e la Regione.
Parallelamente cresce anche la necessità di dare maggiore ordine e continuità al lavoro quotidiano. Nasce così una prima forma di segreteria associativa, sostenuta con risorse interne, per accompagnare l'organizzazione amministrativa, dare struttura alle idee e rafforzare la capacità progettuale dell'associazione.
Il 2005 rappresenta una tappa significativa di questa prima fase di crescita. In quegli anni don Valerio Chiovaro mette a disposizione dell'associazione una piccola casa indipendente a Marinella di Bruzzano, sulla costa ionica reggina: la Tenda, uno spazio di circa 80 mq con 8 posti letto, pensato come luogo di ritiro, confronto e progettazione. La Tenda diventa così, nel tempo, un punto di appoggio prezioso per ritiri, weekend di programmazione associativa e momenti di ospitalità rivolti a giovani e famiglie in cerca di un luogo di pace.
In questa fase l'associazione consolida così non solo la propria proposta educativa, ma anche una più chiara capacità organizzativa e progettuale, ponendo le basi per gli sviluppi successivi.
2001
I PRIMI PASSI COME ASSOCIAZIONE
Attendiamoci nasce a Reggio Calabria il 27 settembre 2001 dall'iniziativa di don Valerio Chiovaro e di quattro studenti universitari – Alfredo Pudano, Domenico Paino, Giovanni Mazza e Giuseppe Falcone.
In un contesto culturale in cui il mondo giovanile veniva spesso letto soprattutto come problema, prende forma un'intuizione diversa: guardare ai giovani non anzitutto come espressione di disagio, ma come risorsa, scommettendo con decisione sulla prevenzione e sull'accompagnamento educativo.
Fin dall'inizio, Attendiamoci sceglie di rivolgere la propria attenzione non solo alle situazioni di fragilità già manifeste, ma anche a quei giovani apparentemente "normali" che spesso rischiano di essere lasciati soli nel proprio cammino di crescita. Da qui nasce una scelta precisa: interessarsi a chi difficilmente diventa oggetto di attenzione educativa, nella consapevolezza che nessun giovane sia semplicemente "normale", ma che ciascuno sia unico e possa orientarsi al bene se incontra persone capaci di accompagnarlo.
Le attività prendono avvio in un piccolo magazzino seminterrato di circa 40 mq, nel cuore di Reggio Calabria, offerto in comodato d'uso gratuito dalla famiglia di don Valerio: uno spazio essenziale, ma capace di accogliere i primi volti, le prime storie, le prime domande.
Le prime proposte formative si strutturano in itinerari triennali rivolti a giovani tra i 18 e i 28 anni, attraverso incontri formativi, laboratori, esperienze residenziali – tra cui campi di lavoro, campi di formazione ed esperienze orientate anche allo sviluppo delle life skills – e momenti dedicati alla cura della dimensione spirituale.
In questa prima fase, i nuclei centrali del lavoro educativo sono già chiaramente definiti: la persona, la dimensione affettiva e la vita delle relazioni.