Quando, nell’estate del 2022, l’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova e il Patriarcato Latino di Gerusalemme firmano la convenzione che apre Casa Kerigma, nessuno sa ancora cosa diventerà. C’è una casa nella Città Vecchia, in posizione raccolta. C’è un nome — kerygma, l’annuncio — e c’è una domanda: cosa significa, per dei giovani italiani, sostare a Gerusalemme?
Il primo gruppo arriva il 1° settembre. Sono dieci universitari fra i 19 e i 25 anni e tre presbiteri. Tutti hanno fatto, in Italia, almeno un anno di Cammino formativo Senior. Restano un mese.
“I primi giorni eravamo turisti. Andavamo al Santo Sepolcro come si va a una cattedrale. Poi è cambiato qualcosa. Forse il momento in cui abbiamo capito di abitare dentro la Storia — non davanti a una vetrina di reperti.”
Il programma di una giornata tipo è semplice e ripetitivo: lectio biblica al mattino, visita guidata di un luogo dei Vangeli, pranzo preparato a turno fra i partecipanti, pomeriggio di silenzio o studio, celebrazione comunitaria al tramonto, cena, condivisione serale.
Casa Kerigma non è un albergo, non è un seminario, non è un campo scout. È una casa: una famiglia temporanea che vive per un mese nei luoghi delle prime comunità cristiane, con la regola di una vita condivisa.
“Il giorno della partenza non sapevamo come spiegarlo a casa. Ai nostri genitori, ai compagni di università. La cosa più difficile non è stata Gerusalemme. È stato il ritorno: come si fa a non trasformare tutto in nostalgia?”
Da settembre 2022, Casa Kerigma ha ospitato gruppi di giovani, seminaristi, presbiteri di diocesi italiane e calabresi. Nel giugno 2025 don Valerio Chiovaro è stato nominato dal card. Pizzaballa Assistente pastorale di presbiteri e laici in missione temporanea nel Patriarcato.
Dal 1° gennaio 2025, una seconda casa apre a Casa Kerigma – Efeso, in collaborazione con la Diocesi di Izmir.
Per informazioni o per partecipare a un soggiorno di Casa Kerigma, scrivi a valeriochiovaro@attendiamoci.it.
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