Quattro chiacchiere con... Stampa
Venerdì 07 Aprile 2006 01:00

Francis Leanza

Siamo con Francis seduti su una rampa di scale di Via Reggio Campi.
Le luci del neon illuminano a stenti una strada buia fra le luci della Sicilia.
Mentre la Calabria e la Sicilia che abbiamo davanti sembrano abbracciarsi nello sguardo di questo ragazzone alto più di un metro e novanta, con il quale per poterci parlare si rende necessario sederglisi accanto. Sugli scalini di Via Reggio Campi un po’ freddi e un po’ sporchi, ma incuriositi, anche loro, dalla scelta straordinaria di questo ragazzo.

Chi è Francis Leanza? In poche battute dicci chi sei.
Francis è un ragazzo di  29 anni, nato e cresciuto a Catania, che è arrivato a Reggio Calabria come carabiniere e che dopo un periodo di lettura di testi sacri ha scelto di lasciare l’Arma e di entrare in Seminario.Ci tiene subito Francis a parlarci con immediatezza della sua scelta di vita…

Come mai un ragazzo di ventinove anni si è interessato a tale tipo di letture?
Non lo so, forse un progetto più grande di me. All’epoca ero credente, ma sentivo l’esigenza di approfondire argomenti poco conosciuti. Curiosità, forse, almeno all’inizio pensavo fosse quello.
A un certo punto sono arrivato alla lettura del Vangelo e dalla lettura di quelle “parole” mi sono sentito chiamato, soprattutto nei passi in cui Gesù chiamava i discepoli e gli apostoli e in quel momento ho sentito la chiamata rivolta a me. Questi passi li avevo già trovati nelle letture di San Francesco.
Posso dire che, forse, attraverso San Francesco avevo già iniziato a conoscere il messaggio di Gesù Cristo e poi il Vangelo è stato lo strumento che mi ha permesso di aprirmi il cuore, che in quel momento si riempiva meravigliosamente d’amore.

Che sensazione hai provato?
La sensazione più straordinaria della mia vita. Per la prima volta ho provato una pace interiore così intensa, da riuscire a spazzare via in un attimo tutte quelle ansie, preoccupazioni e timori che avevo provato fino a quel momento.

Hai provato paura sentendoti chiamato a una scelta del genere?
Paura no. Piuttosto meraviglia, stupore. Più che altro è stato qualcosa che mi ha sconvolto la vita, accendendomi dentro una fiamma che rimane viva con la fede in Colui che mi ha salvato, mi ha convertito e mi ha chiamato a servirlo.

Francis finora ci hai parlato del ragazzo che sei diventato. Ma chi  eri prima di fare una scelta del genere?
Fino a quel momento pensavo di avere trovato tutto ciò che un ragazzo può desiderare nella vita. Avevo un lavoro che mi piaceva (l’essere Carabiniere realizzava i miei desideri di servire e di aiutare gli altri) avevo la casa, la macchina, gli amici, una famiglia straordinaria, avevo un rapporto “dinamico” con le donne. Tutte, queste, esperienze più o meno coinvolgenti. Soprattutto nel periodo della conversione ho avuto le storie più importanti, che però si sono concluse in maniera serena. Cercavo, infatti, qualcosa di più grande, che potesse abbracciare tutto il mondo e che non poteva fermarsi alla famiglia, ai figli. Avevo un’irrequietezza dentro che mi spingeva ad andare oltre… E le ragazze erano una conferma al mio volere andare oltre, al mio sentire che che potevo e dovevo dare molto di più… In tale contesto ti era mai capitato di innamorarti? Si, ma era un’amore diverso. Amavo, ma non con tutto il cuore. È stato Dio a farmi conoscere il vero amore, quello assoluto di cui ero capace, facendomi vedere il suo amore per me.

Senti e il momento della "chiamata" com’è stato?
È stato un lampo. Tutto ha iniziato ad apparire chiaro. Tutto inserito in contesto di amore universale. Sentivo il bisogno irrefrenabile di evangelizzare tutti quelli che mi stavano accanto e tutti quelli che avrei incontrato. Iniziavo a rendermi conto di un creato, opera di un Dio che non ha mai smesso di amarci e sentivo di potere contribuire attraverso la mai vita a diffondere quel messaggio di salvezza che ha portato Cristo a farsi carico dei nostri peccati, a morire per noi, per poi risorgere e stare fra noi come Nostro Salvatore.

Mi sembra di capire che a un certo punto della tua vita hai capito che i Tanti tanto che avevi erano diversi dal Tutto che avevi trovato…
Si, la mia conversione è stata un ritorno alla fede, la mia chiamata un ritorno a Dio.
Ho quindi cambiato drasticamente la mia vita. Ho dovuto vincere tante tentazioni che cercavano di tirarmi giù.

Che genere di tentazioni?
Tentazioni di ogni genere, ma che cercavano di deviarmi e di allontanarmi dal Signore. Pensavo di avere tanto, ma alla fine mi mancava l’essenziale. Poi l’essenziale l’ho trovato scritto in un testo…

Scelta coraggiosa la tua! Di quelle che non è facile capire prima e realizzare dopo… Hai opposto, in qulache misura, resistenza a una cosa che, come hai detto tu, ti avrebbe stravolto la vita?
Scelta coraggiosa? Forse… ma alla quale non ho opposto resistenza. Non ho avuto alcun timore a lasciarmi dietro tutto ciò che avevo conquistato con grande fatica. Anzi la paura, piuttosto che arrivare è svanita. Ho avuto la forza di volere ricominciare un cammino tutto nuovo.

E quando hai comunicato la tua scelta agli altri com’è andata? Che ti sei sentito dire?
La mia famiglia mi ha lasciato libero di scegliere, invitandomi a pensarci bene, pensavano che il mio fosse un entusiasmo eccessivo verso qualcosa di nuovo o di diverso, qualcosa più grande di me.
I miei amici pensavano che fosse una fuga. Hanno avuto tanti dubbi che però erano i loro soltanto.

Francis che cos’è per te la vera libertà?
È quella che ti permette di vivere comunque, dovunque, ovunque, amando in ogni caso, senza dipendere da nessuno. Senza dipendere dai limiti umani e dalle regole che spesso la società ci impone.

E l’amore che cos’è?
L’amore è quel senso della vita che è l’Assoluto, senza il quale sarebbe inutile vivere e che merita di essere sprigionato a tutti i costi.

Francis chi segue chi? E come?
Chi è chiaro. Come implica una scelta che deve escluderne altre. Provavo molto coinvolgimento nel carisma francescano, in quello missionario e in quello dei monaci certosini, ma anche e soprattutto nell’espressione secolare dei preti diocesani, che probabilmente è l’unica che offre le risorse giuste per potere esprimere al meglio il servizio e il dono totale. Ho scelto quest’ultima perché più si addice ai miei propositi.

Il 14/02 scegli di congedarti dall’Arma. Una scelta particolare in un giorno particolare…
La mia è stata una scelta d’amore... ma la data è venuta fuori per una serie di coincidenze non cercate. Quasi a voler confermare il progetto divino che sta sopra di noi…

 

Beh non ci resta che salutare Francis, uno di noi, augurandogli di cuore di realizzare il progetto al quale è stato chiamato. E che possa farlo con costanza e con fermezza.
Ci alziamo, quindi, dagli scalini che ci hanno ospitato in questa lunga chiacchierata, che poi, alla fine, tanti freddi non sono più…