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Lo sviluppo della dimensione affettiva del giovane nelle relazioni interpersonali Stampa E-mail
Sabato 29 Ottobre 2005 16:25

Cari amici…
sempre di più, sempre meglio, ci sentiamo veramente l’uno insieme all’altro protagonisti di questa meravigliosa avventura della vita. Non è proprio un caso il mistero del nostro incontrarci.

Fin dall’inizio vi abbiamo chiesto di non assolutizzare questa esperienza, per non confondere la parte col Tutto; ancora oggi vogliamo che Attendiamoci diventi sempre più parte di un cammino formativo ed ecclesiale che ciascuno intraprenda con maturata convinzione. Così, insieme ad altri “strumenti” di formazione, ci proponiamo nuovamente a voi per offrirvi il nostro servizio, che nasce da un affetto sincero. Quante cose sono passate dall’anno scorso! Rileggendo le riunioni vissute insieme ci accorgiamo sempre più che non è poco ciò che ci diciamo e che l’impegno a vivere concretamente ciò che ascoltiamo -che è sempre responsabilità di ciascuno- richiede davvero tante energie e scelte significative. E’ questo il cammino personale al quale nessuno, singolo o gruppo, si può sostituire. Ma non siamo qui per fare consuntivi o propositi, o correzioni di andature; penso che l’impegno estivo parli da sé. Ciò che possiamo dire, con orgoglio, è che non abbiamo conosciuto ferie. Ogni domenica, con fedeltà, ci siamo incontrati.

La proposta formativa di quest’anno vuole essere in continuità con ciò che abbiamo finora vissuto. Dopo aver parlato della Trinità -Dio ad immagine del quale siamo creati come esseri personali, in relazione, in comunione- eccoci a continuare un po’ più in profondità. Anche quest’anno parleremo di Dio, non temete non faremo elucubrazioni teologiche, il tema sarà: O Teos agaph estin! Attendiamoci, un anno di amore. Quest’anno, ci proponiamo qualcosa di grande, una pretesa non indifferente: parleremo di Amore, a partire da una della più belle affermazioni del Nuovo Testamento: Dio è amore! Ma in che senso? Si tratta di farne esperienza, l’amore non si insegna, si vive, si impara lasciandosi amare. Ci offriremo un anno per riflettere sull’amore: come si ama? Chi si ama? Perché si ama? Dove porta l’amore? Come riconoscerlo?…

Diciamocelo subito: non si tratta di un cammino per coppie, l’amore appartiene a tutti e tutti ci dobbiamo preparare a viverlo bene. Certo, non bastano le parole, ma abbiamo mai dedicato sufficiente tempo nella nostra vita ad un sentimento così nostro e così forte da determinare la nostra esistenza? Non sarebbe il caso che se ne parlasse un pochino? Basterà un anno? Che faremo? Cercheremo di capirne qualcosa di più ascoltando, ascoltandoci, ascoltandolo. La struttura del nostro cammino sarà quella che ormai ci caratterizza: una domenica comprenderemo qualcosa di più di ciò che l’amore è dal punto di vista umano e psicologico, grazie all’aiuto del dott Gianni Trudu; un’altra domenica ci lasceremo incontrare da uno dei testi d’amore più belli che sia mai stato scritto: il Cantico dei Cantici, un libro biblico che descrive il rapporto tra Dio e l’uomo attraverso l’amore tra due giovani. Il terzo incontro mensile sarà gestito da noi per meglio conoscerci; l’ultimo da alcuni esperti che, attraverso la loro esperienza, ci racconteranno dell’amore vissuto o da vivere.

Avremo un bel da fare al quale potremo invitare quegli amici ai quali fa bene attendarsi con noi. Infine, un’altra cosa mi preme comunicarvi: in quest’anno spero che si rafforzi il nostro rapporto personale, parlo del rapporto tra me –sacerdote- e voi. Vorrei che scoprissimo insieme quanto sia bello avere un amico prete. Mi auguro che la mia prolungata presenza a Reggio sia utile a ciascuno e fin da adesso vi rinnovo quella disponibilità del cuore, che nell’anno trascorso si è resa meno concreta dal mio risiedere a Roma.
Allora mettiamocela tutti, con fiducia, e in Cristo andiamo avanti lungo quella strada che ci vuole appassionati seguaci del Dio maestro dell’amore in quanto amato nel Figlio, amante nel Padre, amore stesso nello Spirito.
Vi benedico di vero cuore,

vostro d. Valerio