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Lettera inizio anno “Work in… Work-out – L’impresa della Speranza” – (RC… SI! – Responsabilità, Cittadinanza, Speranza, Impresa) Stampa E-mail
Martedì 01 Ottobre 2013 18:11

Carissimi amici,

è con rinnovato entusiasmo che, ancora una volta, ci ritroviamo qui insieme per cominciare una nuova avventura. Come sempre, siamo qui per servire: vogliamo essere al servizio di ogni volto che incontreremo e essere utili al territorio in cui viviamo.

È per questo motivo che abbiamo deciso, anche quest’anno, di lavorare a fondo nel e con il tessuto istituzionale di questa nostra terra, per stimolare nel cuore della città un servizio che sia coinvolgente e stravolgente, rivoluzionando le logiche del rassegnato “oramai” per ridare speranza ai giovani e al territorio.

Vogliamo essere così, compagni di viaggio e lavoratori della stessa vigna, cittadini responsabili capaci di imprese di speranza, perché leggendo i bisogni dei nostri giovani, abbiamo individuato alcune parole chiave: Responsabilità, Cittadinanza, Speranza e Impresa.

Giocando con le parole, scopriamo che le iniziali di queste parole (RC SI) affermano già il nostro impegno ad un territorio che ha bisogno di persone che dicano il proprio sì vocato al miglioramento del contesto territoriale che passa per l’Amore dell’altro.

È per questo che abbiamo individuato questi punti chiave:

  • Responsabilità. Perché è necessario avere persone capaci di “respondere”, capaci cioè di farsi carico di un sogno, di prendersene cura e di essere maturi nelle scelte e nei percorsi intrapresi: in poche parole, essere uomini, persone che sanno consapevolmente intraprendere un cammino di maturazione al fine di raggiungere una presa di coscienza dei propri diritti e doveri, che passi attraverso la sperimentazione attiva dei vari livelli di responsabilità a cui oggi si è chiamati per il bene comune.
  • Cittadinanza. Perché è necessario riappropriarsi di un senso di appartenenza ad un territorio e ad una comunità, condividendone le tensioni e il sogno di riscatto nel rispetto delle istituzioni, con cui lavorare e collaborare per il progetto condiviso di un rinnovamento sostanziale, che passi dall’azione di ciascun cittadino per una reale e attiva partecipazione alla vita pubblica per il rilancio della città.
  • Impresa. Perché c’è bisogno di grandi “imprese” per trasformare il proprio sogno di felicità in progetto concreto, stravolgendo il sentimento comune di fallimento, crisi e disillusione di questi tempi per rivoluzionare il pensiero e il territorio e ridare forza ai giovani e ai sogni. In tal senso, è necessario divenire prima di tutto imprenditori di se stessi per dare vigore al proprio futuro e donare efficacia all’azione atta al raggiungimento della propria realizzazione.
  • Speranza. Trait d’union delle differenti tematiche, slancio verso il futuro che i giovani devono avere per dare una svolta in positivo alla propria vita, propensione d’animo di chi non si rassegna ad un mero fatalismo di crisi e immobilismo.

Vivere imprese di speranza, in tempo di crisi, non significa abbandonarsi ad un bigottismo inerte: laicamente, significa assumere la consapevolezza che tutto non si conclude in sé, in ciò che si percepisce e si comprende, aprendo quindi l’orizzonte alla possibilità di un rinnovamento e di una rivoluzione di pensiero che sconfigga, prima di tutto, la rassegnazione dell’“oramai” che passa dal proprio impegno; cristianamente, inoltre, è aprire le porte alla serenità che la fede dà in una certezza di consolazione.

Gli uomini di speranza sono gli uomini che fanno la storia, perché intravedono, aldilà della nebbia, la certezza di un approdo sicuro a cui tendere, con uno sguardo attento che scruti i propri passi fin dove arriva la vista, e sia capace di spingersi oltre a percepire il cammino anche lì dove lo sguardo non arriva.

È in tal senso che il percorso si pone l’obiettivo di formare cittadini responsabili capaci di creare un’impresa perché consapevoli dell’oggi e lungimiranti precursori del futuro che sarà; ma è anche in tal senso che si vuole creare una cittadinanza responsabile che crei “imprese” di speranza che stravolgano il senso e l’immobilismo dei tanti “oramai” disseminati nella storia di ciascuno e del nostro territorio.

È per questo che vogliamo lavorare per gettare semi di speranza: pur nell’apparente aridità del nostro territorio, chi semina nella gioia e innaffia con il sudore della condivisione raccoglierà i frutti di quella rivoluzione che è l’Amore.